fbpx

Bdsm domande ad un “Padrone”

Bdsm domande ad un "Padrone"

Bdsm domande ad un “Padrone”

Bdsm domande ad un “Padrone”. Care amiche, dopo aver letto molti articoli ho sempre avuto la curiosità di poter fare delle domande ad un “Padrone” del Bdsm.

Ho avuto il piacere di intervistare per tutte voi, un affascinante uomo con la passione per il Bdsm, uno dei Padroni per eccellenza,

I.C. (così lo chiameremo per privacy).

Vi racconto il nostro incontro e come ha risposto alle mie domande…

Ci siamo accordati telefonicamente e dopo un minimo imbarazzo da parte mia mi ha messa subito a mio agio, voce piacevole, linguaggio fluido, un tono che non trapela esitazioni.

Dopo la telefonata mi sento più tranquilla al pensiero di incontrarlo ma non so immaginarlo, non vi nego che nei giorni che hanno preceduto il nostro incontro nella mia fantasia sono affiorate innumerevoli immagini di volti ed è nata una curiosità inconscia.

Lo incontro in un bar di Via Frattina, poco prima del suo arrivo mi rendo conto di non avergli chiesto come riconoscerlo, entra e capisco che la domanda sarebbe stata superflua.

Entra, si guarda intorno, accenna un sorriso e si avvicina, lo squadro cercando di non essere indiscreta, una quarantina d’anni portati bene, pantalone grigio, camicia a righe e maglione color vinaccio, fisico atletico, passo tranquillo, sguardo sicuro, lui non ha paura di essere indiscreto, mi guarda e non abbassa mai lo sguardo. Uno sguardo caldo, profondo, dopo pochi istanti ho la percezione che mi stia guardando dentro, sento un piacevole imbarazzo che non deve sfuggirgli perché mentre cerco di ricomporre la mia professionalità, rompe il ghiaccio ordinando due caffè.

L’ho contattato per quest’intervista dopo aver letto alcune cose che ha scritto, scambiamo qualche parola al riguardo e dopo esserci scaldati con il caffè concordiamo di darci del tu.

Ricompongo i miei ormoni, metto a tacere le mie curiosità personali e cominciamo.

Preferisci essere chiamato master o padrone?

E già una domanda? Preferisco Padrone, con la P maiuscola da parte della schiava. Tutti si possono definire padroni, ma il Padrone, con la maiuscola è il riconoscimento da parte della schiava che io sia non un padrone generico ma il SUO Padrone. Rende meglio l’idea. A parte questo mi viene già mal di testa a pensare a quante sigle e nomi girino nel mondo del Bdsm.

Lo tranquillizzo sul fatto che anche se sono consapevole delle sue conoscenze non ci addentreremo nei vari vocaboli.

 Che cos’è per te il Bondage?

Il Bdsm è il gioco del contrasto, non ha avuto senso finché non ho capito che il caldo è più caldo, se arriva dopo il freddo.

 Quando hai scoperto questo mondo e in che modo?

Ho sempre adorato il sesso in ogni sua forma, ho avuto fissazioni per un periodo per ogni pratica possibile, il bdsm è stata una scoperta tardiva, forse l’ultima. Non riuscivo a capacitarmi di come la cosa più bella del mondo, il sesso, potesse accordarsi con tutto ciò che di apparentemente più lontano c’è dal piacere.

Poi, appunto ne ho capito il senso di amplificazione per contrasto e da quel momento tutto è stato chiaro. Non credo ci sia stato un evento in particolare, ma sicuramente hanno influito persone incontrate e discorsi fatti con chi ne era già coinvolto.

Cosa significa per te essere Padrone?

È una responsabilità, qualcuno crede che il ruolo del Padrone sia quello privilegiato, in realtà è esattamente il contrario. Un buon padrone deve preoccuparsi di tante cose; far vivere alla schiava un’esperienza che sia piacevole ma anche significativa. In poche altre occasioni di vita, una donna si trova ad essere al centro di attenzioni come quelle che un padrone ha con la sua schiava.

 Spiegami il rapporto che c’è tra eros e dolore

 Se voglio farti provare la massima sensazione di freddo, il modo migliore non è quello di metterti un cubetto di ghiaccio sulla schiena ma di lasciarti mezzora con la schiena nuda esposta al calore di un camino e poi metterti un cubetto di ghiaccio sulla schiena. Il piacere funziona allo stesso modo, se voglio farti provare la massima sensazione di piacere, prima ti procurerò dolore e poi il piacere più intenso che tu abbia mai provato.

Tutto funziona così nel bdsm: la schiava si lega per darle un senso di profonda libertà quando sarà slegata, la schiava si umilia perchè acquisisca fiducia in se stessa. Almeno, questa è la mia concezione, poi si tratta di un mondo estremamente variegato.

(Nell’ultima domanda mi sono pentita di aver optato per il tu, sentirlo spiegare come se si rivolgesse a me mi ha fatto uno strano effetto che ancora non so decifrare ma vi aggiornerò )

C’è chi sostiene che un vero padrone non faccia mai un uso eccessivo della violenza, che preferisca un dolore psicologico o l’umiliazione, quale aspetto ti appartiene di più?

Uno dei problemi di fondo è che dentro la definizione di bdsm ci finiscono un infinità di concezioni e di  pratiche completamente diverse tra loro.

A volte chi vede questo mondo da fuori crede che tutti quelli che praticano bdsm facciano tutti le stesse cose, magari quelle che hanno visto fare a Mr Grey di 50 sfumature di grigio, tra l altro libro che a mio avviso ha creato moltissimi danni ma ha anche un po aiutato il mondo del bdsm.

In realtà ogni coppia padrone/schiava vive la cosa in un modo completamente diverso. Conosco coppie di padrone/schiave che si limitano a pochissime cose o anche una soltanto.

Tornando con più attinenza alla domanda è chiaro che per un padrone di gusto l aspetto psicologico è quello predominante, mentre l aspetto fisico è un mezzo, non uno scopo.

Io credo che la schiava vada dominata, e questo significa che, se un padrone avrà più schiave nella sua vita, con ognuna di loro avrà una dominazione diversa a seconda di cosa fa presa sulla psicologia di una specifica persona.

Com’è la tua schiava ideale?

La mia schiava ideale ha una serie di caratteristiche: intanto è una persona con del limiti, dei tabù e con la voglia di mettersi alla prova con le proprie difficoltà.

Molte schiave novizie hanno una serie di paure prima di affrontare il gioco, ad esempio di avere una soglia del dolore troppo bassa o di essere troppo inesperte o inibite per provare un esperienza simile.

La mia schiava ideale deve essere curiosa e avere una profonda volontà di sottomettersi, la volontà più profonda che ci sia, perchè è l’ultima volontà che però DEVE avere.

Preferisci una schiava novizi o una già esperta?

Preferisco una schiava novizia, vergine per così dire, perchè attraverso le esperienze nuove le si possono far provare le sensazioni più forti. Le paure citate nella precedente risposta sono assolutamente un bene per il padrone, sono gli strumenti con cui lui puo dominare, una schiava senza paure, senza pudore, senza inibizione è una schiava indomabile, per farlo bisognerebbe spingersi oltre i limiti della ragionevolezza. Bisognerebbe alzare il tiro rispetto al padrone precedente, oppure trovare leve e modi che non erano già stati esplorati. Diventa difficile per il padrone non farsi domande rispetto ai vissuti precedenti.

 Come hai conosciuto le tue schiave ?

Forse sono anomalo ma non ho mai frequentato l’ambiente o i locali in tema. Ho sempre conosciuto le mie schiave nella vita reale per altri motivi: lavoro, conoscenze comuni, solo in un caso ci siamo conosciuti online.

In un rapporto padrone/schiava si stabilisce prima cosa si e cosa no?

Assolutamente si, nel bdsm comunque ci sono  delle regole di base abbastanza universalmente riconosciute, accordarsi prima su eventuali limiti direi proprio che è una di queste.

Detto questo è bene considerare questi limiti in modo non sempre assoluto, perchè da una parte, il padrone sarà per sua natura portato a sfidare la schiava proprio vicino alle sue zone di maggior difficoltà, dall’altra la schiava mantiene SEMPRE la possibilità di interrompere il gioco indipendentemente da una lista di limiti. Anche perché per una schiava novizia è praticamente impossibile anche solo conoscere o immaginare tutto quello che un padrone potrebbe fargli, quindi come potrebbe dire cosa non vuole proprio fare?

Per la tua esperienza, che tipo di donna diventa una schiava?

Una donna forte. Per sottomettersi ci vuole forza, consapevolezza delle proprie debolezze e voglia di superarle. La schiava non è succube nella vita, di norma. Anzi, attraverso il processo di liberazione  del gioco, in molti casi diventa una persona ancora più armonica e sicura di se, con polso e senza aggressività. Ho molta stima di tutte le mie schiave in generale ma non diteglielo 🙂

 Questo gioco di ruoli prosegue fuori dagli incontri?

Generalmente il gioco ha un inizio ed una fine, sanciti da alcuni passaggi rituali che rendono molto chiaro il senso di ” essere dentro” e “essere fuori” dal gioco. Per me è molto importante non mischiare i due mondi. I rapporti 24/24 e 7/7 non sono ben visti tra i praticanti. Fuori dal gioco ci si comporta in modo normale, amichevole anzi, di solito si tratta di splendidi rapporti di amicizia.

Ho sempre pensato che un padrone “vero” fuori dal gioco debba essere una persona ironica, capace di ridere molto e prendersi in giro. Personalmente non mi piace lo stile del padrone che ci crede troppo, se assumi troppo il personaggio probabilmente manca l’uomo.

Quali soni state le tue richieste più forti?

Posso dirti quale secondo me è la punizione peggiore: l’indifferenza.

 I tuoi rapporti padrone/schiava sono esclusivi o hai più schiave continuamente?

 Di norma sono esclusivi, non è detto che sia una costante assoluta.

 Cosa pensi degli Switch?

È una risposta molto soggettiva chiaramente. Ho un pensiero molto positivo verso gli switch.

Potenzialmente mi ritengo tale anche io. il discorso investe tanti aspetti, tanto per cominciare un padrone che riesce a sottomettere se stesso non è un padrone debole, anzi, è più forte che mai perchè non teme di perdere il suo ruolo o la sua identità.

Secondo, salvo ciò che è impossibile, non ho mai imposto ad una schiava qualcosa che non abbia provato prima su di me, provare le cose sulla propria pelle è l’unico modo per sapere esattamente cosa stai facendo quando lo fai ad un altra persona. Quindi, quale migliore occasione che provare l’altro ruolo? Dal punto di vista della schiava, specularmente è lo stesso, una schiava che ormai sa come fare la padrona e se lo sente è una schiava che spesso ha già percorso tanto nel suo ruolo passivo e ad un certo punto matura la voglia e l’esperienza per prendere in mano le redini del gioco.

 Parlami delle pratiche e dei materiali che preferisci

Come ho già detto la parte più importante si gioca a livello psicologico, cose banali come imporre l’immobilità totale, o lasciare semplicemente in attesa in una posizione sono parte del mio sentire.

A livello più fisico invece pratico varie cose sperimentando a seconda della situazione.

Pratiche verberatorie che possono andare dalle sculacciate con le mani, con vari tipi di fruste o con strumenti più insospettabili.

Mi piace usare mollette, candele, sostanze urticanti, il freddo, il caldo potrei proseguire ancora a lungo e non avremmo toccato nulla che rientri nella sfera sessuale normalmente intesa.

È un mondo dove si travalica il senso della sessualità in senso stretto.

Se il sesso vanilla è un mondo che viaggia tra due corpi, due menti e il piacere, quando va bene il BDSM è un mondo che si sente libero di spaziare attraverso qualsiasi sensazione umana persino quelle che l’essere umano fa di tutto per scansare ( come il dolore o l’umiliazione) coinvolgendo quindi in senso materiale una quantità di oggetti spropositata.

 Un padrone ha interesse solo verso le schiave o ha anche stimoli verso rapporti diversi?

Ovviamente dipende, personalmente credo che una sessualità matura sia una sessualità variegata, altrimenti mi annoierei presto.

Per me il BDSM è uno dei tanti modi di vivere la sessualità, neanche il più frequente considerando che una sessione è di solito un esperienza abbastanza impegnativa.

 Quali sono i tabù più frequenti che hai incontrato?

manette in pelle

Per fortuna negli anni molti tabù sono caduti, oggi è molto più normale fare sesso anale o dedicarsi a pratiche come il deep throat, sempre più donne hanno imparato a squirtare senza vergogna quando prima magari ne potevano avere lo stimolo ma lo trattenevano.

probabilmente è uno dei pochi risvolti positivi di una diffusione della pornografia. Le resistenze maggiori sono ancora sugli aspetti più emotivi che fisici, ad esempio il fatto di coinvolgere altre persone.

È stato mai difficile il distacco da una schiava?

In realtà no, credo di essere stato fortunato ma dipende anche da come si impostano i rapporti e dal carattere personale.

Troverei un pò stonata la difficoltà nel distacco da parte di una persona che si definisca dominante, forse ha preso un pò troppo sul serio l’idea del possesso?

Per la schiava forse perdere il senso di appartenenza al padrone può essere più doloroso se la scelta viene da lui. Esperienze personali a parte, è chiaro che si tratta di rapporti con un carico emotivo elevato.

 Bene, c’è una domanda che non ti ho fatto alla quale avresti voluto rispondere?

…….

Questa risposta non posso proprio pubblicarvela, diciamo che è strettamente personale!

 

2 pensieri su “Bdsm domande ad un “Padrone”

  1. S. dice:

    Ciao, mi chiamo S. e sono una schiava. Vivo a Milano e sono nel CdA, nella vita, di una Holding Internazionale. Vorrei brevemente raccontarti la mia storia. Nasco in una famiglia dell’alta borghesia milanese e la mia vita era già tracciata fin dalla mia infanzia: scuole svizzere, villa in periferia, servitù, cavalli che amo, un padre padrone e una mamma, una ex fotomodella, dai party di beneficenza e dai mille amanti. Ho studiato all’Università a San Francisco MBA e più vari Master, frequentato i salotti più IN di Milano e dell’Hinterland. Vado avanti anche se questo può essere interessante per capirmi! Mi sposo con il mio amore, il più bell’uomo e sensibile e gentile che abbia mai conosciuto. Lo chiamo Giorgio. Oltre alla mia grande meravigliosa famiglia, come dicevo, inizio a fare parte di questa Holding e i miei incarichi diventano sempre più importanti e, per me, gravosi. Donna bella, in carriera, con una famiglia splendida. Durante una mia vacanza Saint Moritz ho incontrato lui, Giorgio, stata assaporando un punch caldo nella hall di un albergo vicino la mia baita di montagna. Ci siamo guardati e lui mi stava già spogliando con la mente. Il mio viso paonazzo cercava di nascondersi, ma sentivo il suo respiro sul mio collo anche se era seduto a pochi metri da me. Era l’ultima sera di Carnevale e io, con il mio splendido vestito e con la mia maschera scesi nel salone delle feste, mio marito mi avrebbe raggiunto di lì a poco. Mi guardai in giro e mi diressi verso un servitore per bere qualcosa. Adesso tutto diventa al presente. Mi si avvicina Giorgio e mi sussurra nell’orecchio: “non puoi fare a meno di me, io so chi sei” . Non mi sono stupita di questo, anzi sarebbe stato strano il contrario. Mio Marito? Da adesso uscirà di scena. Mi dirigo verso la toilette e mi sento bloccata da Giorgio che mi dice ” alle 01 togliti le mutandine e portamele, non importa se ti vedono”. Un vortice di piacere e vergogna pervase il mio corpo, ma non potevo farne a meno. Chi era Giorgio? Perché mi sto lasciando andare con uno sconosciuto? E io feci quello che mi comandato. E trascorsero giorni e mesi e io e Giorgio ci vediamo ci incontriamo o mi impartisce i suoi comandi in altro modo. Quando siamo assieme io sono nelle sue mani, mi fido, è il mio Padrone. Se sbaglio mi punisce, se sono ubbidiente mi toglie il collare. Non è sesso fisico, è oltre, è una condizione mentale. Lui ordina io eseguo. Sì mi punisce con la frusta, legandomi e umiliandomi. Ma la nostra complicità non ha pari. E lui è qui, adesso, vicino a me. Sì padrone!

  2. Giulia dice:

    Un bell’articolo. Io sono quella che nella pratica viene definita switch, anche se difficilmente ho avuto modo di trovarmi bene nel ruolo della slave. Credo sia il ruolo più difficile, quantomeno per me, mi coinvolge maggiormente. È poi più complicato, il distacco. Si perde il senso di appartenenza, è dura tornare dall’oggi al domani ad essere completamente per se stessi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *