Epifanie di ferragosto PRIMA PARTE

Epifanie di ferragosto TERZA PARTE

Epifanie di ferragosto PRIMA PARTE

 

Epifanie di ferragosto prima parte. Non ci volle molto a distinguere il suo odore da cagna.

L’avevo notata al bar del villaggio la prima sera che ero arrivato.

Il giorno dopo la vidi uscire nella veranda proprio di fronte al mio bungalow.

Occhi grandi, culo tondo e pieno, portamento da troia.

Non c’erano dubbi, avrebbe fatto incetta di cazzi.

Nel villaggio c’erano per lo più famiglie con bimbi al seguito, come la mia e come la sua.

Questa circostanza per quanto lasciasse un po’ di amaro in bocca a chi aveva altre intenzioni

non aveva minimamente scalfito la sua naturale inclinazione a destare fuochi peccaminosi in chi gli posava lo sguardo addosso.

Lei lo sapeva, e ne godeva.

Epifanie di ferragosto prima parte

Scendeva in spiaggia solo al mattino con bimbo e maritino appresso.

Un uomo insignificante, teneva la camicia addosso per non scottarsi, il tipo che si accontentava della sborratina serale,

consapevole e rassegnato a condividere con altre mazze il gioco di forme di sua moglie.

Avevo in comune con lei il rifiuto della spiaggia nel primo pomeriggio e dopo il primo caffè del secondo giorno di vacanze, altre inconfessabili depravazioni.

Il profumo dalla mia moka andò dritto nella sua veranda, con un gesto la invitai a prenderne una tazza.

Non esitó un istante, lascio sul tavolo il cell e vestita solo di un kaftano bianco a merletti attraversò il viale e si sedette sulla sdraio di fronte a me.

E Non aveva nulla sotto l’abitino, lo avevo notato dalla libertà di movimento del culo e delle tette i cui capezzoli guidavano l’ondeggiare del tessuto fino al maestoso culo sul quale si adagiava trattenuto.

Non ci furono convenevoli, ci scrutammo col  ritmo del respiro, sentivo i miei occhi pesanti e gonfi, mi rivolsi a lei: “io lo prendo amaro, vuoi lo zucchero?”,

No rispose io adoro il miele rallentando il tempo della pronuncia su questa parola.

Ebbi un attimo di esitazione poi mi alzai per andare a prenderlo.

Senza imbarazzi, fiero e spavaldo esposi la mia eccitazione al suo sguardo lucido.

Il mio desiderio vinceva sulla retina interna al costume, il mio cazzo teso fu davanti al suo viso come il più sentito complimento.

Epifanie di ferragosto prima parte

Apprezzó la troia, e sorrise.

Quando ritornai mi disse: “il tuo corpo è più loquace di te”, del tuo – le dissi – avverto gli odori invece. Solo l’odore? rispose maliziosamente.

Poggiando la tazzina sulle labbra sentii il bordo umido, ed il sapore della sua fica.

Mentre ero andato dentro se l’era passata dentro le cosce, l’aveva bagnata nei suoi umori.

Guardandomi: “oggi lo prendi anche tu col miele”.

Tenni la tazza a lungo sulle labbra poi guardandola ne leccai il bordo con tutta la lingua, lei smorzó il sorriso ed inspiró a denti stretti…

Autore: Andy Mast

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