Intervista ad Elenoire Ferruzzi

Intervista Ad Elenoire Ferruzzi

Intervista ad Elenoire Ferruzzi. 31 Marzo International Transgender Day of Visibility

 

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Intervista ad Elenoire Ferruzzi. 31 Marzo International Transgender Day of Visibility . Oggi è la Giornata La “Giornata Internazionale della Visibilità delle persone transgender” è dedicata all’identità di genere.
Lo scopo della giornata, creata negli USA nel 2009 e ripresa da diversi Stati pochi anni più tardi, è quello di celebrare le persone transgender e al contempo aumentare la consapevolezza circa questa comunità a livello internazionale.

1. Cosa direbbe la Elenoire di oggi di questa giornata, che significato ha celebrarla?

Intervista ad Elenoire Ferruzzi

Elenoire Ferruzzi –  [1]”Celebrare questa Giornata ha un significato Politico ed ha un significato Morale! Però ci tengo a precisare che le Trans non vanno ricordate solo in questa giornata che, per carità, è giustissimo che si faccia. Però la Transessuale vive la Quotidianità e la Socialità ovviamente sempre. Quindi cerchiamo di percepire di più qual è la vita della Trans all’interno della Società, quanto è Emarginata e quanto è Disumanizzata. Perché non ci dimentichiamo che, una transessuale, al giorno d’oggi, anche se scolarizzata o laureata, si conseguenza, è completamente discriminata sul posto di lavoro. Perché lavori, diciamo, socialmente riconosciuti, non vengono dati la possibilità di svolgerli. Io che sono laureata, poi mi sono occupata di tutt’altro. Comunque non avrei potuto lavorare e occuparmi di qualcosa inerente a quello che avevo studiato. Quindi livello lavoro è messo così. Non ci dimentichiamo che trovare un’abitazione per una trans è complicatissimo, in affitto, quindi il lavoro, la casa. Quindi la trans non ha diritto alla vita. È completamente disumanizzata. Per non parlare poi dei rapporti sentimentali che sono praticamente banditi. Quindi è completamente disumanizzata. Questo le persone se lo devono ricordare tutti i giorni. non solo questo giorno, che è giustissimo che ci sia, ma tutti i giorni. La trans in Italia è disumanizzata. La trans è ancora vista come prostituzione, come emarginazione e come l’ultimo tassello della piramide sociale.Questo è purtroppo! Evoluzioni ce ne sono state molto poche e flebili.”

2. Quali sono state le tappe per te più importanti della tua vita? “Come ha dichiarato in un’intervista alla rivista Rolling StoneIl difetto che imputo a molte trans è quello di voler passare da donna biologica, che è semplicemente impossibile. Sotto questo aspetto pure loro subiscono una costrizione che impone la società, vogliono essere qualcosa di definito”.

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Elenoire Ferruzzi – [2]”Le tappe più importanti della mia vita sono state la mia famiglia, in primis, che sono degli Angeli. Le trans hanno questa ideologia di passare, è un gergo proprio delle transessuali, da donna biologica e che io trovo assurdo. Premessa, ognuno di noi è libero di fare, di dire e di percepirsi come meglio crede. Però ritengo che non possiamo cancellare l’incancellabile. Perché è motivo di sofferenza per noi. L’incancellabile non si può cancellare. Quindi quello che noi siamo state è un valore aggiunto, non è una nota di demerito. Però purtroppo molte trans si vergognano di quello che sono state. No, per me non è così! Parlo personalmente, per me non una nota di demerito ma una nota di merito che io ci tengo sempre a precisare. Io ho fatto di tutto perché la gente si accorgesse che io sono una transessuale, perché a 19/20 anni io passavo da questa donna ideologicamente biologica. Questa idea di biologicità che hanno le trans. Ma io non volevo essere quel tipo di donna, a me non piaceva quel tipo di donna. Io volevo essere esattamente come sono oggi. Però, ripeto, detto questo, è una cosa mia personale. Ognuno poi è libero di vedersi, di percepirsi come meglio crede. Perché questo è un percorso molto duro, fisicamente, socialmente, moralmente psicologicamente ed economicamente. E quindi nessuno può mettere becco su questo. Nessuno! Nemmeno io che sono una trans! Perché ognuna di noi ha il diritto di sentirsi libera di fare e di essere ciò che vuole!”

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3. Come nasce Elenoire Ferruzzi?

4. Quando ti sei accorta di essere nata in un corpo che non sentivi tuo?

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5. Come hai affrontato il “non essere uomo”?

6. Come è stato affrontare pregiudizi di amici, conoscenti e famiglia ?

7. Parliamo del cambiamento. Quando hai deciso che era ora di trovare te stessa?

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Elenoire Ferruzzi – [3]”Elenoire nasce essendo semplicemente se stessa, senza aver avuto bisogno  di nascondersi da niente e da nessuno. [4]In realtà non c’è mai stato un accorgersi che il mio corpo non era il mio o comunque la mia interiorità non rispettava il mio corpo. Io ne sono sempre stata consapevole! Diciamo che il problema erano gli altri, erano gli altri che mi facevano notare una non congruità a livello sociale. Io non ero congrua a livello sociale perché ero strana, mi comportavo in modo strano, perché essendo stata un maschietto quando ero piccola, i miei atteggiamenti erano completamente strani agli occhi degli altri, ma per me erano normalissimi perché io ero assolutamente consapevole di ciò che ero. [5]Essere una transessuale per quanto mi riguarda è stato come avere un dente dolorante che faceva molto male e che dovevi togliere. Quindi, diciamo che, questo dente è stato tolto, eliminato, nel senso è stata eliminata questa “non riconoscenza” di un corpo, ma poi la persona rimane quella. Nel senso io sono quella, sono adesso, ma sono comunque anche quella quando avevo 14 anni o 13 anni. Ho cambiato la forma, ma la mia interiorità è rimasta quella. Quindi uomo o donna si nasce, si nasce in corpi sbagliati come nel mio caso, ma si nasce! [6]Io non ho assolutamente avuto nessun tipo di pregiudizio. Perché io ho una famiglia stupenda, ho una famiglia che mi supportata in ogni situazione. Ho una famiglia colta, è una famiglia di un certo livello, ma questo non c’entra nulla, perché non c’entra avere cultura o avere disponibilità economica, non c’entra nulla! Parliamo di sensibilità!  Comunque Mamma e Papà, per me, sono le due persone più importanti della mia vita e sono due Angeli! [6]Con gli amici non ho mai avuto problemi di nessun tipo. Li ho avuti nel sociale, ma non con la schiera di persone che mi vogliono bene! [7]Io ho iniziato molto ma molto presto a fare una Terapia Ormonale, ero minorenne, seguita da un Endocrinologo e, ovviamente, seguita anche dai miei genitori. Quindi parliamo di 14/15 anni, perché la situazione era da risolvere al più presto, perché io ero molto sofferente a livello psicologico e anche a livello fisico. E quindi, appunto, grazie ai miei genitori che mi hanno supportata, io ho avuto l’opportunità di poter fare fare quello che io dovevo fare!”

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8.Gli interventi di trasformazione. Come li hai affrontati e se è stato un percorso doloroso.

9. Hai mai avuto ripensamenti?

10.Dopo gli interventi come è cambiata la tua vita?

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11.Cosa diresti a chi non si riconosce nel proprio corpo?

12.Pensi che chi non abbia la visibilità che hai tu, i transgender siano persone ‘invisibili’

13.Il bullismo. Come lo hai affrontato, se mai lo hai subito e come lo hai affrontato.

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14.Quanto è difficile parlare di transessualità con le persone?

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Elenoire Ferruzzi – ” [8]Ripeto ho iniziato i mio percorso di trasformazione a 14 anni, quindi molto presto. Dopodiché ho studiato. Mi sono laureata in Filosofia ed ho conseguito una Seconda Laurea, poi, in Lingue, ma quello poi più in là con gli anni. comunque ho intrapreso gli studi già, ovviamente, con le sembianze femminili e poi mi sono operata a 18 anni. Quindi molto molto presto. [9]Io non ho mai avuto alcun tipo di ripensamento, perché quando, ripeto, una persona ha un dente che fa male non vede l’ora di toglierlo. quindi, ripensamenti, per quanto mi riguarda, io non ne ho mai avuti. Nonostante abbia fatto tutto ma tutto molto presto! [10]Gli interventi di Chirurgia li ho affrontati poi perché io volevo essere me stessa e non necessariamente assomigliare ad una donna biologica. Non mi è mai importato questo. Io volevo essere esagerata, volevo essere bionda, volevo essere molto rifatta, quindi io la Chirurgia l’ho affrontata come un percorso di Body Art. Non l’ho affrontata a livello correttivo che è giustissimo affrontarla in quel modo, però io l’ho affrontata in un altro modo. Ovviamente bisogna sempre avere cervello perché sono sempre degli Interventi Chirurgici. io sono in continuo cambiamento quindi non mi fermo mai a un punto. io, se fosse per me mi farei una Chirurgia Plastica al giorno. [11] Innanzitutto di parlare con i genitori, con i familiari, anche se sono ostili nei loro confronti. Però i genitori hanno il diritto sempre il figlio che cosa sta vivendo, il dramma che sta vivendo e quello che ha intenzione di fare. Hanno il diritto di saperlo, anche se hanno dei genitori ostili. Poi il tempo aggiusta sempre tutto. E quando vedono che non è uno sfizio, un gioco, ma è una cosa determinante per la vita, le persone più intelligenti riescono a capire questa situazione. [12] Tutte le Trans sia che abbiano visibilità che ho io o altri siamo “Invisibili”, perché noi siamo invisibili al sentimento, cioè a noi non viene permesso di amare, parlo di amore carnale, quindi non una amicizia, sto parlando amore tra uomo e donna. Non viene permesso per il semplice fatto che gli uomini se si innamorano di noi provano un grande senso di pregiudizio, di vergogna, quindi a noi è stato praticamente cancellato questo privilegio, il privilegio di amare. Per molte di noi, non voglio dire tutte, perché ci sono fidanzate ma sono poche, è stato cancellato e quindi noi siamo delle persone altamente disumanizzate. [13] Io ho subito bullismo sempre, lo subisco tutt’ora. Vuoi per il mio aspetto esteriore, vuoi per la mia tenacia che da molto fastidio, per la mia sfrontatezza, per la mia sicurezza. io non lascio passare nulla. Cioè io non sono una persona che abbassa la testa. Ho sempre lottato per essere rispettata. Dal momento che io do rispetto lo pretendo, quindi non accetto nessun tipo di illazioni, di bullismo, di battute, e quant’altro. [14] No per me non è assolutamente difficile parlare di transessualità con le persone, perché le persone devono capire. Anche perché i media danno sempre dei messaggi sbagliati per i loro ascolti e mandando in tv sempre persone che non hanno nulla o poco a che vedere con il transessualismo. Quindi è giusto che le persone sappiano le vere storie delle trans. Perché ragazzi, in televisione si sentono delle cose allucinanti. Uomini che sono stati sposati con donne per 40 anni e poi un giorno si svegliano e decidono di essere donne e hanno, magari, 3 figli. È un discorso molto lontano dal transessualismo questo, o dalla Disforia di Genere, Parliamo di altre patologie. Non è transessualismo. Perché vi posso garantire che chi è transessuale, chi nasce in un corpo sbagliato non vede l’ora di appianare il divario che esiste tra mente e corpo. Quindi non fa passare 30 o 40 anni conducendo una vita sociale, professionale, sentimentale al maschile. È impossibile da sostenere, altamente impossibile.

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15.Le comunità Transgender, secondo te, sono tutelate o siamo ancora molto indietro a capire che siamo tutte persone da rispettare e amare?

16.Chi è oggi Elenoire Ferruzzi?

Elenoire Ferruzzi – “[15] Le comunità Transgender non sono per nulla tutelate. Le trans non sono per niente tutelate e a volte siamo costrette a farci giustizia da sole. Quindi io non vedo questa tutela assoluta, proprio, non la vedo proprio. Io la giustizia me la sono sempre fatta da sola. Forse è per questo che sono anche moto amata. Vedono in me, comunque, un’ancora; vedono che si puo’ essere ciò che si vuole. Si puo’ e si deve! [16] Oggi Elenoire è una persona felice, è una persona libera e quindi felice. E per quanto mi riguarda, io, nella vita ho già vinto. Perché io non mi devo nascondere da nulla e da nessuno. Io sono libera di essere ciò che voglio, di fare ciò che voglio e di dire ciò che voglio. Se io domani mattina mi alzo con la voglia di mettermi un corno in fronte, io me lo metto. Non me ne importa nulla. Elenoire è questa.

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Elenoire da piccolo e le parole bellissime a suo padre

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Grazie Elenoire sei una donna Unica e Meravigliosa. Ti ringraziamo per questo e per questa intervista che ci hai concesso, spesso felice a volte dolorosa.

Tutti i diritti sono di Proprietà di @elenoireferruzzi

Rosalba Soresi co founder Àmanthy

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