La fune

La Fune

La fune

La fune. Seduti a tavola, finiamo di cenare. Dopo vari tentennamenti e svariate uscite, ti sei decisa a venire a cena da me.
Ho cercato di prepararti i piatti che mi avevi chiesto, alcuni fatti da me, altri ordinati appositamente. Il vino rosso che ho scelto è stato apprezzato molto e la bottiglia è finita.

Abbiamo riso e scherzato per tutto il pasto.
Mi sono alzato per prepararti il caffè. Ti alzi anche tu e dopo aver sparecchiato velocemente la tavola, mi abbracci teneramente mentre verso il caffè macinato nella caffettiera.
Mi baci il collo, dietro l’orecchio e brividi di piacere mi arrivano fino ai lombi.
Ma sono le tue parole sottovoce che mi fanno trasalire “…ma quel discorso di farmi legare e bendare al letto che mi dicevi l’altra sera?” Mi fermo un istante lasciando il cucchiaino con il caffè sospeso nel nulla.

Sorrido e il calore del tuo corpo sulla schiena accende i miei istinti. “Se me lo chiedi così…come posso rifiutare?”
Mi stringi più forte e mi baci di nuovo il collo, stavolta con più impeto. Torni a tavola mentre io
finisco di preparare la calda bevanda.
I minuti che passano prima che si senta l’aroma di caffè e il tempo di berlo, sembrano infiniti.

Abbiamo parlato, ma non ricordo nemmeno una parola, concentrato ormai sul quello che sarà il proseguo della serata.
Saliamo in camera, mentre tu mi precedi di qualche passo.
Guardo il tuo corpo desiderabile, sinuoso e sensuale che sale i pochi gradini della scala che ci porterà in paradiso, ma più probabilmente, all’inferno delle emozioni.

Entriamo in camera…ti giri e ci baciamo, appassionatamente, come la prima volta, come tutte le altre volte. I corpi si accendono. Siamo così stretti che non capisco dove finisca il mio ed inizi il tuo corpo. Senti il mio desiderio di te aumentare pian piano.
Mi stringi più forte. Ti accarezzo i fianchi, appoggiando le mani sull’incavo del bacino.
Mi allontano da te, tendendo le mani sui tuoi fianchi. Perplessa, ti fermi e mi guardi con gli occhi di una bambina a cui è stato tolto il giocattolo preferito.

“Aspetta un attimo” ti dico sottovoce. Mi volto ed esco dalla stanza. Mi giro un attimo e vedo che ti siedi sul bordo del letto, le gambe incrociate e ti guardi attorno.
Torno dopo alcuni minuti. In mano una scatola con all’interno alcune candele profumate, una fune in seta rossa e un foulard bordeaux. “Avrei preparato prima, se l’avessi saputo…” ti dico un po’ titubante. “Avevo bisogno di capire se potevo fidarmi di te…oppure è solo per tutto il vino che mi hai fatto bere” sorridi. Hai un viso così bello quando hai quell’espressione radiosa. Dev’essere questo sguardo che mi ha fatto perdere la testa, la prima volta che ci siamo visti.

Resti seduta e mi guardi accendere le tre candele profumate. Appoggio la fune e il foulard vicino al letto e vado a spegnere la luce, sempre seguito dal tuo sguardo attento.
Poi torno da te, ti prendo le mani e ti faccio alzare.
Ci baciamo di nuovo. Un bacio dolce, nonostante tutto attorno trasudi sensualità.

Ti accarezzo la schiena e sento la cerniera del tuo vestito.
La seguo per cercare il cursore. La abbasso un po’. Ti giri per agevolarmi, la faccio scendere fino a quasi all’inizio degli slip del tuo completino intimo nero.
Faccio scendere il vestito dalle spalle, tenendolo perché non ti scivoli ai piedi. Alzi una gamba dopo l’altra per sfilarlo del tutto, lasciandolo cadere per terra. Inginocchiato, ti tolgo le scarpe e ti accarezzo i piedi e ti massaggio le dita.

Guardo il tuo sedere, diviso da un piccolo triangolo in tessuto del tuo minuscolo perizoma.
Lo fisso ammutolito, immaginando tutto quello che potrebbe offrirmi. Giri la testa guardandomi nella mia espressione estasiata.
“Beh…tutto qua?” Mi dici, facendomi trasalire.
Mi alzo sorridendo, appoggiandomi a te e girandoti per poterti baciare di nuovo.
Ancora la tua bocca calda, la tua lingua sinuosa e vellutata.
Ti accarezzo i capelli, lunghi, morbidi e profumati.
Ci spostiamo verso il centro del letto, a piccoli passi, come in un silenzioso ballo. Ti siedi e ti adagi sul letto.

Ti aiuto ad arrivare ai cuscini, senza staccarmi dalla tua bocca, accarezzandoti ad ogni movimento, ma tenendoti con una stretta decisa.
Una mano scivola sulla tua schiena, arriva ai ganci del reggiseno. Un impercettibile tocco allenta la stretta al tuo seno.

Lo sfiliamo e lo faccio cadere a terra, accanto al vestito.
Mi alzo divorandoti con gli occhi. Ti copri timidamente il seno, e questo ti rende ancor più desiderabile.
La luce soffusa delle candele ti rende ancora più sensuale.
Torno da te, ad ogni passo l’emozione e l’eccitazione aumentano. “Togliti qualcosa però!” Mi dici sottovoce.
Salgo a cavalcioni su di te, e mi tolgo il maglioncino in cotone, rimanendo con i jeans.
Allunghi le mani e le appoggi sul mio petto. Premi per un attimo i capezzoli, facendomi il solletico e dandomi una piccola scarica di piacere e brividi lungo la schiena.
Sorridiamo, ti prendo le mani intrecciando le dita.
Sempre più forte, come voler possedersi già da qui.
Mi avvicino piano al tuo viso per baciarti di nuovo. Non mi staccherei mai dalla tua bocca. Porto le mani vicino ai cuscini e te le lascio andare.

Ti bacio la guancia, sfiorandola con le labbra. Poi il collo scendendo verso il seno, che non tocco volutamente. Soffio sul tuo capezzolo e nella penombra lo vedo prendere vita e gonfiarsi.
Continuo la mia discesa, fino al tuo perizoma. È così piccolo che lo lascerei così com’è…e penso che tu sia eccitante, sensuale e desiderabile con qualsiasi cosa tu possa indossare.

Appoggio il viso sulla stoffa e inspiro il tuo odore. Un mix di profumi e di sesso che mi fanno chiudere gli occhi e venire l’acquolina in bocca. Te li sfilo con la tua complicità.
Scendo ai piedi del letto e raccolgo la fune e il foulard.

Torno da te, hai di nuovo le mani intrecciate al seno. Ti accarezzo i capelli e all’orecchio ti sussurro “Non temere…non ti farei mai del male. E nemmeno qualcosa che tu non voglia “
Apri le braccia e mi cingi il collo con forza, baciandomi il viso e lasciandomi tracce della tua bocca vogliosa.
Mi siedo sul bordo del letto. Ti prendo la mano e passo intorno al polso la fune. Faccio un piccolo nodo. “Non è stretto, lo senti? …puoi togliere la mano in ogni momento!” Annuisci e sorridi.
Passo la fune sul pomolo della testiera del letto, allungandoti il braccio. Passandoti sopra, vado dall’altro lato, accarezzo il braccio ancora libero e faccio un altro giro con la fune.
La arrotolo al tuo polso e all’altro pomolo.
Poi, vado ai tuoi piedi. Ne prendo uno e attorciglio la caviglia. Ti sposto la gamba in modo che arrivi vicino alla pediera e al terzo pomolo. Faccio due giri attorno in modo che sia un po’ più stretto.

Vado verso l’ultimo angolo del letto. Accarezzo il tuo piede e allargo le gambe. Guardo il tuo sesso. Lo immagino che si stia bagnando poco a poco, immagino che inizi a pulsare e aprirsi pian piano in trepida attesa. Questo pensiero mi eccita, arrotolo l’ultima parte di fune alla caviglia e al pomolo, senza pensare troppo a nodi o lacci.

Prendo il foulard, mi siedo sul bordo del letto e mi avvicino al tuo viso.

Ti bacio le labbra. “Chiudi gli occhi…” obbedisci e appoggio la seta in modo che, anche se li aprissi, resteresti comunque nell’oscurità.
Faccio un nodo dietro la nuca e mi alzo. Muovi la testa nella mia direzione, seguendomi come mi vedessi. Ma stai solamente ascoltando i rumori che sto facendo. Muovi la testa a destra e a sinistra, attenta, per cercare di capire dove mi sia fermato.

Sono ai piedi del letto e sto ammirando il tuo corpo.
Mi spoglio completamente.
Scavalco la bassa pediera e mi ritrovo tra le tue gambe.
Hai un sussulto. Avvicino il viso al tuo pube, a pochi centimetri dall’entrata desiderabile e desiderosa. Respiro a fondo. Il profumo fruttato del tuo corpo non copre l’afrodisiaco odore del tuo sesso. Vengo a baciarti, senza toccare il tuo corpo. Sento la passione nel tuo bacio. È diverso da prima, più voglioso, più passionale, più violento. La lingua si muove più velocemente, cerchi di succhiarmi la lingua. Ti lascio fare e cominci a farlo come in un rapporto orale.

Mi stacco eccitato, non sei tu che guidi le danze, penso.
Ti lecco le labbra che tieni ancora aperte. Ogni tanto fai uscire la lingua e quei piccoli contatti sembrano scariche elettriche.

Ti sfioro il mento e accarezzo i capelli. Avvicinandomi al collo, inspiro il tuo profumo.
Inizio a leccarti cominciando dall’orecchio.
Iniziano i primi brividi.

Dapprima partono dalla base del collo, si espandono seguendo la schiena ed arrivano fino a dietro la coscia.
Altri iniziano dai capezzoli e scendono fino alla tua vagina.
Un lieve solletico ti fa muovere quando ti mordicchio il fianco.

È quando ti lecco l’interno coscia che il suo sesso inizia a bagnarsi, sempre di più.
E più mi avvicino, più si lubrifica, per permettermi di infilare il primo dito.

Mi eccita molto leccarti, leccare il dito che entra ed esce dal tuo corpo. Anche il secondo dito entra con estrema facilità.
È eccitante leccare i tuoi umori che si appiccicano alle dita. E mi eccita quando inizi a muovere il bacino, cercando piacere.
I tuoi lamenti, il tuo respiro, i tuoi sospiri sono suoni irresistibili.
Come i tuoi “continua…”, i tuoi “non ti fermare…”, i tuoi “più piano”

Ma il momento più bello per me è quando tolgo le dita. Così lentamente e delicatamente, che mi sembra di sentire il suono delle tue labbra chiudersi, appoggiandosi tra di loro, frementi, in attesa di qualcosa di più sostanzioso.

Mi fermo un attimo. Guardo in adorazione il tuo sesso. Chiudo gli occhi, mi avvicino aprendo la bocca. Estasi pura, quando la lingua affonda in te. Quando i tuoi umori invadono ogni millimetro della mia lingua.

Quando esploro ogni anfratto del tuo sesso. Quando ti assaporo, succhiando, leccando.
Infilo le mani sotto il tuo sedere, alzandoti il bacino e per permettermi di leccarti più giù, facendoti venire brividi ovunque e portandoti a giungere al primo orgasmo.

Infilo di nuovo le dita nel tuo sesso senza smettere di leccare.
Ti attacchi alla fune con tutta la forza che hai. Vorresti prendermi i capelli per schiacciarmi più forte, oppure per togliermi per il troppo piacere. Stringi la fune così tanto che le nocche stanno sbiancando. Ansimi di più, aumentando d’intensità quando le dita affondano e la lingua non ti dà tregua. Non riesci a fermarti, non riesci a controllarti, cerchi in tutti i modi di resistere, ma poi ti lasci andare godendo di nuovo gemendo e ansimando di piacere. Non mi fermo, succhiando e leccando, tormentandoti il clitoride con le dita.
Mi dici di fermarmi, di smetterla, di darti tregua. Ma non ti ascolto. Continuando a toccarti per farti venire una terza volta.

La pelle inizia a scaldarsi e microscopiche goccioline di sudore si formano sulla pancia. La schiena se non fosse schiacciata sul letto, invece, gronderebbe.

Nudo ed eccitato vengo a baciarti. Succhi la lingua piena dei tuoi umori. Mi appoggio su di te e quando senti quanto ti desidero mi dici con voce tremante di piacere “Fammelo succhiare…!” A questa idea mi eccito, se possibile, di più, ma prima di fartelo assaporare, lo faccio entrare nella tua vagina calda, umida ed accogliente.
Senza difficoltà entro fino a che i nostri pubi si toccano. I miei peli ti solleticano il clitoride ancora troppo sensibile. Mi muovo cercando di strofinarlo di nuovo ed inizi a muovere il bacino.

Ad ogni mio movimento, stringi più forte le mani attorno alla fune. La tiri con forza come volessi staccarla dalla testiera, ma non togli le mani da lì, anche se sai che potresti sfilarle e basta.
La cosa ti eccita ancora di più e rende tutto inaspettatamente più sensuale ed intrigante.
Mi muovo più veloce dentro di te, poi rallento quando ansimi più forte. Alterno velocità e movimenti lenti di continuo, cercando di farti godere, ma non fino in fondo. Finché con voce tremante, supplicante e un po’ rabbiosa dici “basta….basta…fammi godere ti prego…fammi… godere!”

È in quel momento che mi fermo dentro di te, entrando ancora una volta con tutto il mio sesso che ha raggiunto il massimo dell’eccitazione ed è pronto per finire quello che era iniziato molti minuti prima.

Ansimiamo assieme. Muovi il bacino per sentirmi meglio.
Io resto immobile, cercando di riprendere il controllo ed inizio a baciarti con dolce passione.
Quando il respiro è tornato quasi regolare, esco piano da te.
Cerchi di trattenermi con le gambe, ma con le caviglie costrette dalla fune, non riesci.
Mi strofino sul tuo corpo umido. La mia erezione ti sfiora la pancia, il seno, il collo, la guancia. Apri la bocca e tiri fuori la lingua.

Mi aiuto con una mano e lo appoggio tra le tue labbra e la tua lingua calda.

Chiudo per un attimo gli occhi, quando inizi a leccarmi.
Sento la tua lingua attorno alla punta. Calda, morbida, sinuosa.

Assapori i nostri umori mischiati. Chissà cosa pensi sentendo il gusto del tuo godere. Chissà se questo ti eccita di più.
Apro gli occhi e vedere come mi stai letteralmente divorando aumenta il desiderio di venire così.

Con la mano inizio a toccarmi e a sfiorarti le labbra. Lecchi tutto quello che si avvicina a te.
Sembra che tu senta che mi manca poco.
Ti afferro i capelli stringendoli sulla nuca, sempre più forte.

Tenendoti così, faccio in modo che tu non possa muovere la testa. Sono certo che se non avessi il foulard, avresti aperto gli occhi e mi avresti guardato con uno sguardo interrogativo per capire se mi piaceva quello che stavi facendo.
Ti immagino perplessa, quando smetti di leccarmi. La bocca ancora aperta e vogliosa. Desiderabile da non poter controllarmi.

Comincio a muovermi dentro la tua bocca, lentamente. Un amplesso dolce.

Così delicato è entrare nella tua bocca, tanto è forte il trattenerti per la nuca.
La voglia di godere così, aumenta sempre di più.

È questo che voglio? È questo che vuoi? Mi chiedo continuando e ansimando, sempre più eccitato e sempre più al limite. Sempre più vicino al punto di non ritorno.
Penso che forse non vorresti. Mi fermo e a malavoglia cerco di uscire dal quel luogo caldo e più umido della tua vagina che in questo momento potrebbe accogliermi facendomi scivolare nel profondo. Quando mancano pochi centimetri per lasciare libere le tue labbra, vedo con la coda dell’occhio che liberi una mano.

Mi pianti le unghie sulla schiena e mi fai tornare dentro la tua bocca così forte che per un attimo ho la sensazione che tu ti possa soffocare.
I nostri desideri si intersecano.
Mi dai il giusto ritmo premendo le unghie sempre più nella mia pelle. Le sento appena sopra il gluteo. Una scarica di piacere si estende per tutto il corpo.

Adesso si, non posso più controllarmi. Mi fermo di nuovo.
Ormai è giunto il momento. La tua lingua gioca attorno a me. Lo sento. Il cuore batte all’impazzata. Per un brevissimo istante tutto si blocca. Sento una pressione partire da dentro, salire piano all’inizio per poi scoppiare in una moltitudine di emozioni, sensazioni e scariche elettriche incontrollabili.

Mi contorco mentre vengo a fiotti nella tua bocca.
Il liquido caldo e denso ti invade la bocca. Ti sazia e ti da allo stesso tempo piacere.

Togli la mano dalla schiena. Afferri il mio sesso, continuando a leccare e ad ingoiare i miei umori. Succhi e lecchi facendomi impazzire ancora. Facendomi gemere. Respiro affannato, tra lamenti e imprecazioni di piacere. Versi incomprensibili.

Allento la presa sui tuoi capelli, come se tutte le emozioni esplose nel momento del godere, avessero lasciato il mio corpo tutte allo stesso istante, lasciandomi spossato e svuotato in tutti i sensi.
Sento la pressione della tua mano sul mio membro, come volessi far uscire ogni goccia.

Sento la tua lingua calda e poi la bocca che continua a succhiare con forza, nonostante perda sempre più consistenza.
Ti libero l’altra mano e ti tolgo il foulard.
Tieni gli occhi chiusi ancora per un po’ e li riapri quando ti tolgo la mano e mi distendo vicino a te.

Ci guardiamo, mi perdo nel tuo sguardo. Accarezzo i tuoi capelli ancora profumati, ma leggermente scompigliati.
Sposto una ciocca dietro l’orecchio, accarezzandoti il viso.
Sorridiamo. Ogni tanto chiudo gli occhi per degli attimi di rilassatezza. Mi accarezzi anche tu,sfiorandomi il viso, scivolando sulla guancia fino a terminare sulla spalla.

Ci baciamo, abbracciandoci e rimanendo sul fianco, mentre con le gambe, accarezzo le tue.
“Adesso ti slego le caviglie” ti dico sottovoce, senza smettere di guardarti.

Un sorriso malizioso ti illumina il viso e gli occhi si accendono colmi di desiderio.

Mi prendi il viso tra le mani, mi baci con forza sulle labbra.
“…si…va bene… ma prima fammi godere ancora…adoro la tua lingua!”

COPYRIGHT D.G.

Seguici su facebook per non perdere tutti i nostri consigli! O su nostro canale Youtube per guardare tutti nostri interessantissimi video e nel nostro canale Instagram

E non dimenticarti di dare uno sguardo al nostro sexshoponline Àmanthy

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Apri chat
Hai Bisogno di aiuto?
Ciao ✋
Sono qui se hai delle domande...