Shibari

Shibari Figura

Lo Shibari, noto anche come Kinbaku, è una forma di legatura giapponese. Questa tecnica rientra nelle pratiche bondage, e col tempo è divenuta una pratica sessuale. Nasce in Giappone come forma di incarcerazione: tra il 1400 e il 1700 polizia e samurai sfruttavano tale tecnica per i prigionieri. La corda veniva utilizzata per legare gli avversari, o fissare l’armatura o la sella dei cavalli. Solo tra il 1800 e il 1900 nasce la Kinbaku, ovvero l’arte della legatura erotica.

Si sfrutta questa pratica per meditare e rilassarsi profondamente, rendere il corpo e la mente più flessibili, ma anche con un’accezione erotica. In questo caso si fa riferimento alla costrizione sessuale, e a un gioco di potere tra chi lega e chi viene legato.

Che cos’è lo Shibari?

Non è un caso che questa pratica sia nata in Giappone: in questo paese l’atto di legare fa parte della vita di tutti i giorni. Basti pensare anche solo agli abiti tradizionali, che sono sprovvisti di bottoni e vengono chiusi con fasce di stoffa.

All’inizio la pratica dello shibari veniva sfruttata come punizione. Un tempo in Giappone infatti era concesso, anzi solito, torturare i prigionieri. Erano 4 i metodi approvati: la flagellazione, la tortura delle tibie, la legatura e la sospensione. Si tratta in ogni caso di punizioni “lente”, che implicano anche un fattore psicologico – ovvero un possibile crollo del prigioniero. Oggi lo shibari conserva questa lentezza, quasi rituale, ma ovviamente lo scopo finale è ben diverso. Questa scarsa velocità della pratica consente alla persona legata di avvertire una sofferenza che cresce pian piano. Un dolore improvviso e acuto non avrebbe lo stesso risultato: sarebbe fastidioso, non erotico.

Per effettuare le legature si sfruttano diverse corde, ognuna delle quali ha un ruolo ben preciso. Anche i nodi non vengono fatti a caso, ma hanno un significato storico – tratto dallo Hojo-Jutsu, un’arte marziale che prevede l’immobilizzazione dei prigionieri o avversari.

Il padre della tecnica

Ito Seiu viene considerato il padre dello Shibari. La leggenda narra che Ito rimase folgorato da una scena di tortura, durante una rappresentazione kabuki. Nella scena 3 infermiere giapponesi venivano legate e torturate dal nemico, per ottenere informazioni. La bellezza dei capelli spettinati, e l’estetica della sofferenza, colpirono il quattordicenne Seiu. Da lì in poi iniziò a produrre quadri, fotografie e altre forme artistiche, il cui soggetto era ricorrente: personaggi femminili, colti nei momenti di sofferenza. Si concentrava soprattutto sul volto e sui capelli di queste donne.

I lavori di Ito Seiu sono molto espressivi. Seiu ha dato un contributo fondamentale allo shibari, in quanto è il primo personaggio storico che sappiamo con certezza che ha legato realmente le proprie modelle.

L’obiettivo dello Shibari, a fini sessuali, è quello di incrementare l’energia erotica. Lo si fa attraverso l’ascolto, e l’atmosfera particolare rituale: un mix di meditazione, tecnicismi ed erotismo.

L’estetica

Shibari Corda

Nel periodo Edo ci fu un rinnovamento delle arti. Fu l’epoca di maggior svuluppo dell’ukiyo-e, un tipo di pittura che all’inizio si concentrava su scene di vita normale, per poi virare verso contenuti più hot. Per quanto riguarda lo sviluppo e la creazione di un’estetica propria del Kinbaku, hanno particolare importanza lo shunga e le seme-e. Si tratta di due tipologie di arte, che rappresentano rispettivamente scene erotiche e scene di tortura e costrizione.

I due generi si sono toccati, includendo elementi dell’altro al proprio interno. In questo modo si è creato un gusto e un’estetica che oggi si attribuisce allo shibari.

L’estetica dello shibari è fondamentale, in quanto si tratta di una forma di erotismo che ha molto a che fare con l’impatto visivo. I nodi e le legature creano delle coreografie altamente erotiche, e al tempo stesso sono pensati per stimolare i punti erogeni di chi viene legato.

Sofferenza e vergogna

Per via della storia delle torture, nel popolo giapponese si crea un nesso tra il fatto di essere legati, e l’umiliazione e la sofferenza. Al tempo stesso anche le aree sacre vengono cinte con una corda, e i regali preziosi si annodano con nodi rituali decorativi. Lo stesso gesto e la stessa parola hanno quindi significati diversi, a seconda del contesto. Questo accade anche per lo shibari: da una parte stai infliggendo al partner un’esperienza difficile, dall’altra è anche molto appagante.

Come praticarlo in sicurezza?

Sebbene sia considerata un’arte erotica, non sempre lo shibari è finalizzato al rapporto sessuale completo. Si tratta più di un gioco erotico, un momento di totale condivisione. Chi viene legato si trova protagonista di un paradosso: ci si trova legati e immobilizzati, e ci si sente incredibilmente liberi. Si crea inoltre un rapporto di totale fiducia tra chi lega e chi viene legato.

Il piacere che scatena questa pratica coinvolge i soggetti partecipanti, ma non solo. Anche chi guarda ha modo di vivere un’esperienza indimenticabile: le legature sono dei veri e propri spettacoli.

Nonostante tutti questi lati positivi, ci sono anche dei rischi legati alla pratica. Bisogna farla seguendo le norme di sicurezza minime. Innanzitutto chi lega deve conoscere benissimo la pratica, ma anche il corpo umano. Bisogna seguire dei veri e propri corsi, prima di legare qualcuno. Se infatti si seguono le antiche tecniche i risvolti negativi sono dietro l’angolo: si può andare in contro anche alla morte. Per tale ragione non sono previste per esempio corde al collo. Infine si può avvertire dolore, se non ci si lega al meglio: si può fermare la circolazione sanguigna, e nel peggiore dei casi recidere i tendini.

I prodotti per praticare lo Shibari in maniera sicura

Se hai intenzione di provare questa pratica, ovviamente a livello soft, dovrai sfruttare dei prodotti specifici. Bisogna utilizzare delle corde apposite, resistenti ma al tempo stesso non aggressive sulla pelle. Infine se vui provare l’effetto di una sospensione, ma non sei pratico di shibari, pensa di acquistare un’altalena da muro!

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