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SLAVE tra proprietà, regole e contratti

SLAVE tra proprietà, regole e contratti

SLAVE tra proprietà, regole e contratti

 

SLAVE tra proprietà, regole e contratti

Avere uno slave (schiavo) è una seria responsabilità.

Uno schiavo è una proprietà preziosa e dovrebbe essere trattato come tale. Come proprietà uno schiavo si può “rivendere” o “tramandare” ad un amico in caso questo ci annoiasse o non ubbidisse come noi vogliamo.

Il compito principale dello slave è quello di ubbidire e fare tutto ciò che il suo dominatore decide. Una volta che si accetta il “collare” e si firma il “contratto” uno schiavo non ha più il diritto di obiettare ed accetta di essere di proprietà del master o mistress in questione e di esaudire oggi singolo capriccio degli stessi. Può inoltre essere variato il nome. Invece, la schiavitù può essere sciolta solo in base alle regole stabilite nel contratto che possono essere temporali (scade il contratto) oppure particolari clausole definite dalle parti.

Il collare di uno schiavo simboleggia la totale sottomissione ed è una chiara indicazione del suo status nelle situazioni pubbliche, a dimostrazione appunto del fatto che lo schiavo è attualmente “posseduto”. Mentre, la posizione principale di uno slave, è in ginocchio con la testa china e gli occhi rivolti verso il basso.

Spesso può capitare che gli schiavi indossino qualche ornamento

o marchio sui loro corpi, che non possono rimuovere (es. tattoo), come identificativo della proprietà.  Invece, per gli schiavi in ​​cui non sono possibili ornamenti o segni permanenti, ci sono ornamenti che possono essere indossati, come per esempio una catena in vita chiusa con un lucchetto e tenuta sotto i vestiti con un’etichetta “Proprietà di” attaccata, oppure un braccialetto, inciso con le iniziali del padrone. Altre volte, agli schiavi, vengono trafitti i suoi genitali e/o i capezzoli con anelli che simboleggiano la “O” dell’obbedienza e sono utili anche per attaccare iniziali d’argento o piastrine per cani di piccole dimensioni. Questi simboli rappresentano un impegno profondo e serio e svolgono anche la funzione di promemoria costante e privato per loro e della vera posizione che loro hanno nella vita.

 

Che contratti hanno gli slave?

Dopo un periodo iniziale di prova (formazione ed addestramento), gli schiavi sono invitati a firmare un contratto di schiavitù, rinunciando al loro diritto di libertà e donandosi così liberamente e senza riserve alla proprietà dei master e mistress .

In un contratto può essere indicato:

  • La parola di sicurezza (quando viene detta il gioco finisce immediatamente);
  • Il periodo della proprietà;
  • Cosa il padrone si aspetta dallo schiavo, i suoi doveri;
  • Cosa non deve fare lo slave;
  • Che punizioni verranno impartiti allo schiavo se non ubbidisce;
  • Quali sono le parti del corpo dello schiavo che possono essere “torturate” dal padrone;
  • Le modalità di “licenziamento” dello schiavo in caso di gravi errori;
  • La modalità della schiavitù (pubblica o privata);
  • Il nome con cui lo slave può chiamare il master o la mistress;
  • E tante altre postille concordate dalle parti.

 

E la formazione?

Gli schiavi devono impegnarsi sinceramente con i padroni e permettergli di fare esattamente ciò che loro desiderano. Ma il dominio non riguarda solo la parte fisica dello schiavo, ma anche e soprattutto riguarda l’acquisizione della mente dello slave, il suo intero essere.

E’ per tale motivo che i padroni devono formarli, per modellarli lentamente alla loro volontà. Spesso, per raggiungere questo obiettivo, si necessita di infliggere un po’ di dolore per aiutare lo schiavo a raggiungere uno stato di vera sottomissione.

 

SLAVE tra proprietà, regole e contratti Che legame c’è tra lo schiavo ed il padrone?

Sussistono principalmente due diverse categorie:

– Lo schiavo a contratto breve: è uno schiavo che firma un contratto con un periodo di tempo ben definito e concordato. I suoi doveri sono stabiliti completamente nel suo contratto.

– Lo schiavo a contratto illimitato: è uno schiavo che firma un contratto quasi “a vita” e dove non ha alcun controllo sulla sua vita. È uno slave 24 ore su 24 e può subire forma di umiliazione e dolore. Non vive più come persona ma come una creatura che esiste solo per servire l’altra parte.

 

Quali sono le forme di saluto che può rivolgere uno slave alla padrona?

Le rimostranze che di solito uno slave fa è quello di salutare il padrone cadendo immediatamente in ginocchio e baciando le sue scarpe (o piedi). Oppure sdraiandosi per terra affinché il padrone possa usarlo come zerbino. Oppure mettendosi a 90° e mostrando il sedere in modo che il padrone possa sculacciarlo. E tanti altri modi che possono essere dettagliati nel contratto.

 

Quali sono le posizioni che può assumere uno slave?

Ci sono di svariato genere, le più comuni sono:

  1. Posizione slave: a quattro zampe, testa in giù verso il pavimento;
  2. In attesa di essere utilizzato: sdraiato sulla schiena, a faccia in su, con le mani al fianco;
  3. Posizione del colloquio: inginocchiato di fronte al padrone, con le mani dietro la schiena ed il capo chino;
  4. Posizione zerbino: sdraiato a faccia in giù sul pavimento, mani dritte lungo i fianchi e gambe distese, tutto deve essere allineato;
  5. Posizione di marcia: a carponi, pronto a gattonare, testa sul ginocchio destro della padrona (proprio come un cagnolino fedele)
  6. Posizione di ricerca: braccia in alto contro il muro;
  7. Posizione bravo ragazzo: inginocchiato, mettendo la testa in grembo al Padrone;
  8. Posizione punitiva cattivo ragazzo: con una pallina in bocca e tenuto in un angolo della stanza;
  9. Posizione punitiva “ignorato”: in piedi, le mani sulla testa, faccia al muro;
  10. Posizione di umiliazione: a quattro zampe, gambe divaricate, fronte sul pavimento, usando le mani per separare le natiche.
  11. Posizione punitiva pecorina: a carponi, mani e ginocchia sul pavimento, in attesa della frusta del padrone;

 

Come fa un padrone ad impartire ordini?

Di solito con la voce, ma capita spesso che si usino anche solo dei gesti o dei suoni (come il battito delle mani).

 

Cosa può usare un master o una mistress per punire lo slave e/o per umiliarlo?

Sono vari gli strumenti utilizzati, tutto è utile durante una punizione o un’umiliazione.

Però di solito vengono usate degli attrezzi specifici come:

 

Per concludere, la prima regola in assoluto per questo genere di pratiche, è che entrambe le parti (sia padrone che slave) sono consenzienti e vi è il massimo rispetto del gioco.

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